đ¤ Metacognizione - la mente che pensa
đ§ Terapia Metacognitiva e processi di pensiero
Come ci relazioniamo ai nostri pensieri?
Siamo in grado di âeducareâ i meccanismi che regolano lâattivitĂ mentale?
Queste due domande sono il motore pulsante della Terapia Metacognitiva (MCT), nata in Inghilterra con Adrian Wells e Gerald Matthews1 per il trattamento del rimugino ansioso e, successivamente, della ruminazione depressiva.
Questo approccio rientra nelle cosiddette Psicoterapie Cognitivo-Comportamentali di terza ondata (o di terza generazione), accomunate dallâimportanza conferita ad esercizi esperienziali, ben rappresentati ad esempio dalla nota Mindfulness.
đŻ Scopi e finalitĂ della MCT
Lâapproccio MCT ha lo scopo di:
- de-enfatizzare i contenuti di pensiero (cosa penso),
- focalizzarsi sul controllo mentale e quindi sui processi (come penso),
- mettere in discussione le meta-credenze (informazioni soggettive sul proprio funzionamento mentale).
Dal punto di vista teorico, un pensiero preoccupante rappresenta un trigger capace di innescare un processo automatico di pensiero e riflessione che può talvolta assumere un risvolto psicopatologico, creando eccessiva ansia, alimentata ulteriormente dai tentativi ripetuti e insistenti messi in atto per âcercare di non pensareâ.
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đ La metafora del treno
La MCT suggerisce di accogliere il pensiero e, anzichĂŠ rimuoverlo o negarne lâesistenza, metterlo da parte, riconoscere che esiste: utilizzando la metafora di una stazione, allâinterno della nostra mente (la stazione) transitano molti pensieri (treni), parte dei quali non raggiungono neanche la nostra consapevolezza.
Di fronte ai binari, spetta a noi decidere se salire su un certo âtreno di pensieroâ attuando un lungo e faticoso processo di rimuginazione, oppure limitarsi ad osservarlo, prendendo atto che cosĂŹ come è arrivato, farĂ la sua dipartita.
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Wells, A., & Matthews, G. (1994). Attention and emotion: A clinical perspective. Lawrence Erlbaum Associates, Inc. ↩︎
