⏳ Flow experience e sfida ottimale
🗘 Da dove nasce il termine "flow"?
Il termine flow, traducibile come “esperienza di flusso” descrive uno stato psicologico ottimale che può emergere in ogni situazione o luogo in cui è in corso un’attività.
E’ stato concettualizzato nel 1975 dallo psicologo ungherese Mihaly Csikszentmihalyi (lett. “Me-high Cheeck-sent-me-high”, 1935-2021), uno dei padri fondatori della psicologia positiva.
Il flow è supportato da obiettivi chiari, feedback immediati e dal giusto equilibrio tra le abilità della persona e il tipo di attività svolta, entro la cornice della cosiddetta sfida ottimale1.
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🧘 Incentivi per un'esperienza immersiva
Affinché scaturisca un’esperienza di flusso, è richiesto che:
✔ il livello di difficoltà del compito sia, con alcune eccezioni2, coerente con le capacità della persona di affrontarlo, ossia soggettivamente percepito come sufficientemente sfidante, né troppo facile né troppo difficile, almeno in fase di avvio
✔ sia presente una spinta motivazionale intrinseca o “autotelica” (dal greco αὐτός: “stesso” e τελῐκός, da τέλος: “fine”); ciò significa che la persona intraprende un’attività per puro interesse o divertimento, indipendentemente da ricompense/punizioni esterne, anche se in alcuni casi richiede un significativo dispendio di energie (sia fisiche che mentali).
Questo processo si traduce in un completo assorbimento dell’attenzione/concentrazione con scarsa consapevolezza dello scorrere del tempo: il vissuto psicologico soggettivo consiste in un senso di allerta, controllo e soddisfazione rispetto alle proprie capacità.
If one has failed to develop curiosity and interest in the early years, it is a good idea to acquire them now, before it is too late to improve the quality of life. To do so is fairly easy in principle, but more difficult in practice. Yet it is sure worth trying. — Mihaly Csikszentmihaly
Stimolare la curiosità fin dalle prime fasi di vita è dunque fondamentale per sviluppare uno stile motivazionale intrinseco, così che si possa diventare parte attiva delle proprie esperienze di vita.
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Guadagnoli, M. A., & Lee, T. D. (2004). Challenge point: a framework for conceptualizing the effects of various practice conditions in motor learning. Journal of motor behavior, 36(2), 212–224. https://doi.org/10.3200/JMBR.36.2.212-224 ↩︎
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Abuhamdeh, S., & Csikszentmihalyi, M. (2012). The Importance of Challenge for the Enjoyment of Intrinsically Motivated, Goal-Directed Activities. Personality and Social Psychology Bulletin, 38(3), 317–330. https://doi.org/10.1177/0146167211427147 ↩︎
