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Beta-endorfine 🌺 benessere e relazioni sociali

01/11/2021 Tempo di lettura: 2 Minuti

Risale a ormai circa 50 anni fa la scoperta dell’esistenza di specifici recettori oppiacei nel sistema nervoso dei mammiferi 1.

🧬 Cosa sono le β-endorfine?

Le endorfine rappresentano una classe di neuropeptidi oppioidi endogeni e ormoni peptidi che svolgono un’azione agonista su tali recettori; il nome “endorfine” deriva dalla crasi tra 𝚎𝚗𝚍𝚘𝚐𝚎𝚗𝚘𝚞𝚜 e 𝚖𝚘𝚛𝚙𝚑𝚒𝚗𝚎, a indicare che si tratta di una sostanza prodotta dal nostro corpo con effetti parzialmente sovrapponibili a quelli della morfina, un composto organico estratto dall’oppio. Le β-endorfine, in particolare, sono prodotte a livello centrale dalla ghiandola pituitaria e dall’ipotalamo durante un’attività fisica aerobica prolungata, durante stati di eccitazione intensi e di dolore2. Attraverso l’interazione con tre classi di recettori oppiacei (μ, κ, δ) e il sistema dopaminergico mesolimbico, supportano il mantenimento di uno stato di omeostasi (es. termoregolazione, regolazione della pressione sanguigna, regolazione della fame e della sete), generano un effetto analgesico e di benessere psicofisico3.

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Il Sistema Limbico

🧠 Qual è il loro ruolo nelle neuroscienze?

Nell’ambito delle neuroscienze il meccanismo d’azione delle β-endorfine assume particolare interesse per quanto concerne i risvolti psicologici della loro funzione analgesica e di benessere. Studi di neuroimaging documentano come i circuiti neurali sottesi alla percezione del dolore fisico e psicosociale siano tra loro interconnessi e in parte sovrapponibili4; interazioni sociali connotate negativamente (es. rifiuto sociale) generano in chi le subisce emozioni negative associate a sensazione di dolore fisico; in tal caso, individui soggetti a dolore cronico mostrerebbero una maggiore vulnerabilità. E’ interessante notare che trattamenti a lungo termine con morfina, gold-standard terapeutico per la cura del dolore sia acuto che cronico, rappresentino, secondo alcuni studi, un fattore protettivo capace di alleviare emozioni negative che scaturiscono da contesti di esclusione sociale, favorendo invece l’integrazione5.


  1. Pert, C. B., & Snyder, S. H. (1973). Opiate receptor: demonstration in nervous tissue. Science (New York, N.Y.), 179(4077), 1011–1014. https://doi.org/10.1126/science.179.4077.1011 ↩︎

  2. Dinas, P. C., Koutedakis, Y., & Flouris, A. D. (2011). Effects of exercise and physical activity on depression. Irish journal of medical science, 180(2), 319–325. https://doi.org/10.1007/s11845-010-0633-9 ↩︎

  3. Veening, J. G., & Barendregt, H. P. (2015). The effects of beta-endorphin: state change modification. Fluids and barriers of the CNS, 12, 3. https://doi.org/10.1186/2045-8118-12-3 ↩︎

  4. Zhang, M., Zhang, Y., & Kong, Y. (2019). Interaction between social pain and physical pain. Brain Science Advances, 5(4), 265–273. https://doi.org/10.26599/BSA.2019.9050023 ↩︎

  5. Bach, P., Frischknecht, U., Bungert, M., Karl, D., Vollmert, C., Vollstädt-Klein, S., Lis, S., Kiefer, F., & Hermann, D. (2019). Effects of social exclusion and physical pain in chronic opioid maintenance treatment: fMRI correlates. European neuropsychopharmacology : the journal of the European College of Neuropsychopharmacology, 29(2), 291–305. https://doi.org/10.1016/j.euroneuro.2018.11.1109 ↩︎